Ciao, sono Daniela. Dirigente d’azienda atipico, mentore in leadership e speaker ispirazionale.

Questo blog raccoglie le riflessioni di 25 anni di vita lavorativa sui temi che più mi affascinano:

- La motivazione, ovvero che cosa ti spinge (o non ti spinge o potrebbe spingerti) ad alzarti il lunedì mattina;
- L’efficacia, che sta al perfezionismo come un piatto di carbonara sta a una tartina al salmone quando muori di fame;
- La consapevolezza, che a volte si confonde con l’autostima, ma a differenza di quest’ultima non può mai essere in eccesso;
- La leadership, promettendo di non pubblicare mai alcuna vignetta sulla differenza tra un capo e un leader;
- Lo humour, perché due bicchieri di leggerezza al giorno puliscono l’organismo da cinismi e piagnistei.

Spero che ti piaccia e ti sia utile.

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Il mio modo infallibile per scoprire se soffri di sindrome dell’impostore - Daniela Castegnaro
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Il mio modo infallibile per scoprire se soffri di sindrome dell’impostore

La sindrome dell’impostore è quella sensazione di inadeguatezza che ti prende quando pensi di non essere all’altezza dell’incarico che ricopri o per cui ti candidi. Quando, di fronte ad un annuncio di lavoro, elenchi mentalmente tutte le caratteristiche che ti mancano anziché quelle che hai; quando, in riunione, dentro di te ammiri i commenti fatti dai colleghi e pensi che siano tutti più intelligenti o più preparati di te; quando il capo ti propone di prenderti la responsabilità di un progetto internazionale e la prima cosa che pensi è che non ce la farai.

Ne soffriamo soprattutto noi donne. I maschi, fin dai tempi della scuola, sono abituati ad arrivare impreparati alle interrogazioni ed usare un po’ di faccia tosta per cavarsela. Obiettivo: farla franca. Noi invece siamo state educate ad essere coscienziose e modeste. Obiettivo: non deludere le aspettative. Poi per forza siam diventate secchione. (Ho una figlia diciottenne e, da quel che vedo, nella sua generazione le cose stanno diversamente. Le ragazze di oggi sono diventate più sfacciate e menefreghiste. Io mi riferisco a donne più che trentenni, educate alla vecchia maniera.)

La sindrome dell’impostore è il tuo peggiore sabotatore. Non importa quante prove delle tue capacità hai dato in passato, o quante attestazioni di stima hai avuto: quella vocina ti fa sempre credere di avere avuto fortuna e di non meritare veramente il ruolo che ricopri.

Le conseguenze sono pesanti:

  1. Cerchi continuamente di “meritarti” quello che hai già e diventi una perfezionista (e non è un complimento)
  2. Fatichi a chiedere aumenti di stipendio
  3. Non ti candidi per ruoli più alti
  4. Hai un atteggiamento guardingo: ti discolpi senza essere stata accusata, reagisci d’impulso alle critiche e alle osservazioni
  5. Fondamentalmente… non te la godi!

Vuoi scoprire se anche tu hai la sindrome dell’impostore?

Rispondi a questa domanda: fai abbastanza domande?

Chi è sicuro di sé e sa quanto vale, non si sente sminuito dal chiedere.

Non sapere tutto non è una debolezza, è normale.  Tu chiedi, oppure annuisci fingendo di sapere per non rivelare la tua ignoranza?

Tempo fa parlavo con una ragazza che lavorava da poco al servizio clienti di una multinazionale. Mi raccontava dei loro indicatori di performance, tra cui i DSO. Le ho chiesto cosa fossero i DSO e non mi ha saputo rispondere. Non l’aveva mai chiesto, perché le pareva che tutti lo sapessero e lei avrebbe fatto la figura della pivella (allora le ho chiesto come si sarebbe sentita a chiederlo tra sei mesi. Peggio, ovviamente).

NB Attenzione ai falsi positivi. Anni fa ho avuto un’assistente che appariva volenterosa, sorridente e umile, e ogni volta chiedeva bene le consegne per ogni compito che le assegnavo e annuiva mentre prendeva appunti. Il giorno dopo tornava da me a chiedermi ancora di ripetere la consegna, dicendo che non era tanto sicura. Poi inevitabilmente sbagliava qualcosa, io la richiamavo e lei, sgranando gli occhioni mi diceva: “mi dispiace, devo avere fatto confusione… allora cosa mi avevi detto…?”.

Zero domande = sindrome dell’impostore; troppe domande= neuroni atrofizzati; DSO= Days of Sales Outstanding.

 

 

2 Comments
  • Elisabetta
    Rispondi giugno 21, 2017 at 11:17 pm

    …mi sa che è mia ‘sta sindrome🤔…e poi…come fai a sapere ciò che provo alle riunioni?😉

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