Ciao, sono Daniela. Dirigente d’azienda atipico, mentore in leadership e speaker ispirazionale.

Questo blog raccoglie le riflessioni di 25 anni di vita lavorativa sui temi che più mi affascinano:

- La motivazione, ovvero che cosa ti spinge (o non ti spinge o potrebbe spingerti) ad alzarti il lunedì mattina;
- L’efficacia, che sta al perfezionismo come un piatto di carbonara sta a una tartina al salmone quando muori di fame;
- La consapevolezza, che a volte si confonde con l’autostima, ma a differenza di quest’ultima non può mai essere in eccesso;
- La leadership, promettendo di non pubblicare mai alcuna vignetta sulla differenza tra un capo e un leader;
- Lo humour, perché due bicchieri di leggerezza al giorno puliscono l’organismo da cinismi e piagnistei.

Spero che ti piaccia e ti sia utile.

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Perché non ho scritto post nelle ultime settimane - Daniela Castegnaro
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Perché non ho scritto post nelle ultime settimane

Questo blog nasce dal desiderio di far cambiare idea a chi vive la vita professionale con frustrazione, o fastidio, o con senso di inadeguatezza e dalla convinzione che si può lavorare con allegria e soddisfazione.

Continuo a crederci, ma nelle ultime settimane è successa una cosa che mi ha fatto smettere di scrivere. Il mio amico L. è in ospedale per una leucemia acuta.

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Un attimo prima stai bene, hai una compagna che ami, amici veri, una passione per la geologia che ti porta in giro per i vulcani e le montagne del mondo e un attimo dopo sei in ospedale, in isolamento, fai una chemio che ti drena tutte le energie e dopo 30 giorni scopri che non funziona, dovrai farne un’altra, sperando che funzioni, e poi avrai l’ultima chance di un trapianto di midollo. Di colpo ti si spengono i sogni, i desideri, il futuro. Sei dentro un corpo sfinito che non governi più tu, in un tempo irreale e in un luogo alieno. Non puoi fare niente, solo sperare.

Vorrei rincuorarlo, ma non saprei cosa dire. Ho deciso di scrivergli (ogni giorno in cui non fa la chemio) un breve stralcio della mia vita quotidiana, per fargli capire che lo penso, gli sono vicina. E per tenerlo ancorato alle piccole cose, buffe o tristi, noiose o banali, della vita qui fuori.

Perdonatemi, ma in queste ultime settimane ho perso l’entusiasmo e la voglia di scrivere per questo blog sui temi del lavoro, della carriera, della crescita personale: di fronte alla paura, al sottile confine tra la vita e la morte, questi temi mi sembravano inutili e superficiali.

Poi però ho accettato il fatto che non possiamo essere tutti medici o missionari: ognuno deve fare quello che sa fare, e tutto ha la sua utilità e dignità. Tornerò a parlare qui con voi dalla prossima settimana.

 

 

2 Comments
  • Elisabetta
    Rispondi ottobre 15, 2017 at 10:30 pm

    Cara Daniela,
    Che strano il destino.
    La mia amica N. lotta contro un linfoma da quasi tre anni. Ha scoperto di essere ammalata quando era incinta di 4 mesi. Ha provato tutte le chemio possibili e un autotrapianto, che non hanno funzionato. Adesso l’ultima chemio per arrivare al trapianto di misollo osseo, ultima speranza.
    Ti capisco, eccome se ti capisco!
    I nostri sorrisi, la nostra forza di parlare di cose banali, la nostra convinzione (reale, non recitata) che ce la possono fare…sembra poco; non lo è.
    Ti sono vicina❤️

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