Ciao, sono Daniela. Dirigente d’azienda atipico, mentore in leadership e speaker ispirazionale.

Questo blog raccoglie le riflessioni di 25 anni di vita lavorativa sui temi che più mi affascinano:

- La motivazione, ovvero che cosa ti spinge (o non ti spinge o potrebbe spingerti) ad alzarti il lunedì mattina;
- L’efficacia, che sta al perfezionismo come un piatto di carbonara sta a una tartina al salmone quando muori di fame;
- La consapevolezza, che a volte si confonde con l’autostima, ma a differenza di quest’ultima non può mai essere in eccesso;
- La leadership, promettendo di non pubblicare mai alcuna vignetta sulla differenza tra un capo e un leader;
- Lo humour, perché due bicchieri di leggerezza al giorno puliscono l’organismo da cinismi e piagnistei.

Spero che ti piaccia e ti sia utile.

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Le donne non chiedono. 4 facili esercizi per allenarsi a chiedere - Daniela Castegnaro
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Le donne non chiedono. 4 facili esercizi per allenarsi a chiedere

Le donne non chiedono, non negoziano, e questo sia sul posto di lavoro (col risultato noto a tutti della disparità di stipendi tra uomini e donne, a pari ruoli, e della disparità di numero tra uomini e donne ai più alti livelli aziendali), sia nella vita privata: anche quando il loro ruolo professionale e sociale è pari a quello dei rispettivi compagni, sono ancora le donne a occuparsi principalmente delle incombenze di casa e dell’educazione dei figli ed è raro che chiedano una più equa ridistribuzione dei compiti al partner. Affogano nei “loro doveri” senza pensare di poterli rinegoziare, cercando di fare tutto al meglio ma spesso con conseguenze gravi sulla salute (aumento dell’ormone dello stress, che a lungo andare può essere causa di malattie come depressione, diabete, osteoporosi, tumori e problemi cardiaci).

Le donne non chiedono e gli uomini capiscono solo le richieste esplicite.

Ovvio che abbiamo un problema comunicativo.

In generale gli uomini, che sono ancora quelli che governano le aziende e quindi quelli da cui dipende il nostro successo professionale, e guarda caso sono anche i nostri partner nella vita privata, capiscono ed elaborano solo affermazioni chiare e domande precise e sostanziate. Non prestano attenzione ai segnali non verbali e non sviluppano l’empatia, che è quella parte di intelligenza che consente di sentire le emozioni altrui.

Io stessa per tanti anni ho permesso a ex capi ed ex marito di farmi sentire ‘sbagliata’: “Non hai mai detto di volere quel ruolo”, o “Se tu non mi chiedi l’aumento, io do per scontato che sei soddisfatta così”, o ancora “Testa che non parla si chiama cucuzza” (quest’ultima era la simpatica versione casalinga).

Beh, cari uomini della mia vita passata, vi dico una cosa: non mi sento più ‘sbagliata’.

Ho scoperto che ci sono mille motivi culturali e sociali per cui io, così come quasi tutte le donne, non sono stata abituata a chiedere e a negoziare. Non si tratta di una mia inettitudine, ma della conseguenza di secoli di educazione al sacrificio, alla modestia, alla tacita sopportazione. Un fardello emotivo da cui è difficile liberarsi. (Consiglio a tutte la lettura di Women don’t ask per capire come ne siamo ancora succubi.)

Detto ciò, per non continuare a subire l’ironia (e le prevaricazioni) dei maschi, mi sono fatta furba e ho imparato a chiedere e a negoziare. Ecco qui qualche trucchetto che mi è servito allo scopo.

 

Come allenarsi a chiedere

 

Fase 1.

Comincia ad abituarti a chiedere cose di poca importanza. Chiedi almeno una piccola cosa ogni giorno. Per esempio puoi chiedere qualcosa che ti piacerebbe ottenere ma non ti importa se ti viene negata, oppure una cosa che sai che ti concederanno facilmente, o ancora una cosa che non ti imbarazza chiedere.

Esprimi chiaramente la tua richiesta e aspetta la risposta. Cerca di tenere a bada il nervosismo: dopotutto, non cambia niente se ti diranno di sì o di no.

Fase 2.

Allenati ad alzare la posta. Ogni volta che dovrai negoziare su qualcosa di numerabile (un prezzo, uno sconto, una data…), prova a chiedere molto di più di quello che ti sembrerebbe ragionevole, o comunque punta al massimo che riesci senza scoppiare a ridere. Naturalmente, fallo su cose che ti piacerebbe avere ma a cui puoi rinunciare (perché la percentuale di rifiuti sarà alta!).

Lo scopo di questo esercizio è di identificare tutti quei segnali che inconsciamente lanci quando sai di stare bluffando e tenerli a bada.

Fase 3.

Abituati a incassare dei rifiuti. Chiedi cose che non avresti mai chiesto: lo sconto su un televisore o sulla frutta al mercato, l’autorizzazione a portare il tuo cane in ufficio, chiedi al tuo assicuratore di abbassarti la polizza, chiedi al vicino la password del suo wifi.

Sarà estremamente divertente e istruttivo vedere come i tuoi interlocutori ti diranno di no, ma soprattutto ti accorgerai che non soffrirai di nessun disturbo psicologico dopo ciascun rifiuto e dopo un po’ “ci farai il callo”.

Fase 4.

Rileggiti il mio post “Impara a negoziare”.

 

3 Comments
  • Marco Guazzoni
    Rispondi giugno 27, 2017 at 12:35 pm

    Tutto vero e non credo serva solo alle fanciulle, Daniela. L’unica cosa che trovo divertente è che avevo sempre sentito (o mi avevano sempre accusato) del contrario, che l’uomo non chiede mai … pensa alle indicazioni stradali!?!?
    Grazie

  • Silvia Spadaccini
    Rispondi giugno 27, 2017 at 9:51 pm

    In effetti mi trovo spesso a ripetere una frase che mi disse una persona “donna” tanto tempo fa ….”Cara Silvia se non chiedi non potrai mai sapere cosa puoi ottenere e poi alla peggio ti dicono di no 🙂 “!

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liberamente tratto da Austin Kleon Next Post